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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Scegliere la stufa a pellet per riscaldare casa - Climamarket
12/10/21

Scegliere la stufa a pellet per riscaldare casa

La stufa a pellet Γ¨ in grado di riscaldare l'ambiente con un approccio pratico ed ecosostenibile. Esistono stufe a pellet di molteplici tipologie e prezzi. I tanti modelli in commercio possono differire per dimensione, potenza e naturalmente design, cosΓ¬ da potersi adattare un po' a tutti gli ambienti. Β  Le stufe a pellet sono un'ottima soluzione per riscaldare la nostra casa tra quelle disponibili in commercio. Si tratta infatti di dispositivi che funzionano in modo simile alle classiche stufe, ma dalla loro possono vantare consumi minori e personalizzabili, cosΓ¬ come maggiore praticitΓ  e autonomia. Non solo, utilizzano il pellet per la combustione, materiale noto per rispettare l'ambiente, per essere maneggevole e dalla facile manutenzione. Ovviamente non manca anche qualche piccolo svantaggio, che va comunque tenuto in considerazione nel caso stiate pensando di acquistare una stufa alimentata a pellet: per funzionare hanno bisogno di elettricitΓ  e non riescono a riscaldare adeguatamente ambienti di grandi dimensioni. In ogni caso i pro superano di gran lunga i contro, tanto che questo tipo di stufe sono entrare negli ultimi anni nelle case di migliaia di italiani. Ma come funzionano esattamente le stufe a pellet? E quali sono le tipologie in vendita e i costi collegati? Scopriamolo insieme! Stufa a pellet: come funziona La stufa a pellet Γ¨ in grado di riscaldare l'ambiente con un approccio pratico ed ecosostenibile. Il funzionamento Γ¨ del tutto simile alle tipologie a legna: la produzione di aria calda avviene attraverso la combustione del pellet, vale a dire piccoli cilindri ottenuti pressando materiali di scarto della lavorazione del legno - come trucioli e segatura. Sono dotate di un serbatoio nel quale andiamo a caricare in anticipo grandi quantitΓ  di pellet, che verrΓ  poi consumato con il passare del tempo. L'orario di accensione, quello di spegnimento e la temperatura si regolano con un termostato. L'autonomia Γ¨ dunque garantita da un impianto pensato per riscaldare gradualmente e che puΓ² essere programmato in anticipo secondo esigenza. Al momento dell'installazione, la stufa a pellet viene collegata a una canna fumaria e all'impianto elettrico. La prima assicura l'uscita dei fumi dovuti alla combustione del pellet, la seconda il funzionamento dell'intero impianto. A bilanciare il consumo d'ossigeno ci pensa poi una presa d'aria, a cui la stufa va collegata. La maggior parte del calore prodotto dalle stufe a pellet tende a concentrarsi nella stanza in cui si trova, dunque, il consiglio Γ¨ quello di posizionarle in locali centrali rispetto alla planimetria dell'abitazione. È importante ricordarsi di tenerla lontana da materiali infiammabili, e ad almeno 5 centimetri di distanza dal muro. Se abbiamo intenzione di distribuire il calore anche nelle altre stanze, allora dovremmo pensare di far creare un sistema canalizzato adibito ad irradiare il calore in tutta la casa sfruttando tubi creati ad hoc. Diversi tipi di stufe a pellet: i costi Esistono stufe a pellet di molteplici tipologie e prezzi. I tanti modelli in commercio possono differire per dimensione, potenza e naturalmente design, cosΓ¬ da potersi adattare un po' a tutti gli ambienti. In base al sistema di funzionamento, una stufa a pellet puΓ² essere: Β· stufa a pellet ad aria, piΓΉ indicata per riscaldare case di piccole dimensioni - come possono essere monolocali e bilocali; Β· stufa a pellet ad acqua - conosciuta anche come termostufa -, che riscalda l'aria e produce acqua calda sanitaria. Qualsiasi sia la tipologia scelta, dovremo ricordarci di pulire la stufa ogni giorno, svuotando il cassetto adibito a raccogliere la cenere, pulendo il vetro esterno e aspirando il braciere. Solo i modelli piΓΉ avanzati sono equipaggiati con un sistema autopulente, utile a semplificare di molto le operazioni di pulizia quotidiana. Scopri tutte le stufe a pellet di Climamarket Parlando strettamente di costi, come dicevamo, variano molto in funzione al marchio, alla dimensione, al rendimento e alla potenza della macchina. In linea generale, per le stufe ad aria dovremo essere pronti ad investire circa 900 per i modelli piΓΉ piccoli, e attorno ai 2.000 per quelli piΓΉ grandi. Si tratta di dispositivi la cui potenza Γ¨ compresa tra i 5 e i 15kW. Il prezzo delle piΓΉ performanti stufe ad acqua - che solitamente arrivano fino ai 35 kW - puΓ² invece arrivare fino a 5.000 euro. Al costo di acquisto della stufa dobbiamo poi sommare i costi per l'acquisto del pellet - molto contenuti - e quelli per la manutenzione periodica, da effettuare almeno una volta l'anno. Quanto consuma una stufa a pellet Per una stufa a pellet, i consumi del combustibile possono variare in base alla dimensione del macchinario, alle ore di utilizzo e alla qualitΓ  del pellet stesso. Di media, si stima un costo annuo di acquisto che va da un minimo di 350 euro a un massimo di 1000 euro. Di solito viene venduto in sacchi da 15 chilogrammi: il costo medio per sacchetto di pellet oscilla tra i 4,50 euro e i 6 euro. Infine, la qualitΓ  del pellet si puΓ² valutare grazie a due parametri indicati chiaramente sulla confezione, ovvero il residuo di cenere e il potere calorico. Acquista una stufa a pellet e approfitta delle detrazioni Le stufe a pellet oggi rappresentano non solo una soluzione di riscaldamento efficiente e sostenibile, ma anche un’opportunitΓ  concreta di risparmio grazie alle agevolazioni statali. È possibile infatti accedere a detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed efficientamento energetico (Ecobonus e Bonus Casa) che consentono di recuperare il 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione delle stufe in fase di dichiarazione dei redditi. Inoltre, le stufe a pellet usufruiscono anche dell'incentivo Conto Termico 3.0.Β 

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Scadenze, costi e regole per la manutenzione della caldaia - Climamarket
08/10/21

Scadenze, costi e regole per la manutenzione della caldaia

La manutenzione della caldaia va periodicamente effettuata per obbligo di legge, tanto per non incappare in sanzioni salate quanto per motivi di mera sicurezza ed efficienza dell'impianto installato nelle nostre abitazioni.   La normativa prevede infatti che, entro scadenze ben precise, vengano effettuati controlli obbligatori, tra cui la revisione dell'impianto, la manutenzione e il controllo dei fumi di scarico. Una verifica, questa, affidata naturalmente a personale qualificato e autorizzato, che andrà a rilasciare il cosiddetto Bollino Blu ad indagine eseguita con esito positivo. Il Bollino Blu è un certificato che va ad attestare che l'ispezione sia effettivamente avvenuta e soprattutto che l'impianto sia regolarmente a norma, in termini di sicurezza, di efficienza energetica ma anche di inquinamento. Come comprensibile, si tratta di un insieme di interventi che prevedono un costo: proprio per questo è importante sapere ogni quanto dover fare la manutenzione caldaia, quali spese vanno sostenute e qual è la normativa specifica. Manutenzione caldaia: ogni quanto va fatta La manutenzione caldaia, a voler dare una definizione più tecnica, rappresenta l'insieme delle analisi e delle ispezioni - ma anche di eventuali interventi di riparazione e sostituzione - che coinvolgono per l'appunto la caldaia, e che devono essere svolte da un tecnico abilitato sia all'effettuazione degli interventi che all'adeguata redazione del libretto caldaia. Stando alla normativa vigente, solo tecnici specializzati, professionisti e ditte autorizzate dal Comune possono controllare i fumi di scarico e valutare l'emissione di sostanze inquinanti dell'impianto, per adempiere a quanto previsto dal D. Lgs 311/06. Dopo il controllo, viene rilasciato un documento che attesta il corretto funzionamento dell'impianto, accompagnato da un adesivo da inserire all'interno del libretto di manutenzione. In generale, la legge impone un obbligo annuale di revisione della caldaia. Il termine è comunque flessibile, e varia in base al tipo di caldaia e alle sue specifiche tecniche. Alla prima accensione della nuova caldaia siamo allora chiamati a far eseguire la verifica dei fumi di scarico del dispositivo: l'esperto ci consegnerà il primo Bollino Blu - dalla validità di quattro anni -, dopo aver provveduto all'installazione, all'attivazione e al collaudo. Le tempistiche dei controlli successivi dipenderanno poi dal tipo di impianto: · caldaie alimentate a gas - metano o GPL che sia - devono essere sottoposte a manutenzione ogni 2 anni, in caso la nostra caldaia abbia una potenza superiore a 100 kW, e ogni 4 anni, se la caldaia ha una potenza compresa tra 10 e 100 kW; · caldaie a combustibile solido o liquido - il riferimento è alle caldaie a gasolio, legna, carbone o pellet - si parla invece di ogni anno, se la macchina ha una potenza superiore a 100 kW, e di ogni 2 anni tra i 10 e i 100 kW. Manutenzione caldaia: il costo A variare, in caso di manutenzione caldaia, non sono solo i tempi. Anche il costo oscilla tra diversi valori, a seconda del Comune di residenza. In Italia non sono poche le amministrazioni locali che prevedono agevolazioni piuttosto vantaggiose per i cittadini. Questo sta a significare che, spostandoci in lungo e in largo per lo Stivale, la spesa per questo intervento di manutenzione obbligatorio non avrà un valore fisso. In genere, tutte le operazioni che interessano la caldaia - compreso il Bollino Blu di cui prima - vengono effettuate contemporaneamente, ad un costo complessivo. Basandoci sulle medie di mercato, il prezzo per la revisione della caldaia e il controllo dei fumi di scarico oscilla tra i 100 e i 200 euro, mentre per un Bollino Blu dovremo sborsare tra i 30 e gli 80 euro. Il consiglio è quello di fissare la revisione caldaia e il rilascio del bollino nello stesso momento, così da risparmiare qualcosa e ottimizzare i tempi d'intervento. Cosa succede se non si fa il controllo della caldaia Quando scadono i termini entro cui bisogna fare la manutenzione della caldaia è quindi opportuno attivarsi subito e contattare un tecnico affinché effettui tutti gli interventi previsti dalla legge. Il professionista dovrà annotare gli interventi sul libretto della caldaia. Questo è un documento molto importante, su cui vengono riportate le caratteristiche dell'impianto al momento della sua installazione e tutti gli interventi e le manutenzioni che si sono susseguiti nel tempo. Trattandosi di un obbligo di legge, la revisione della caldaia ricade sul responsabile della caldaia, vale a dire il proprietario dell'immobile o, in caso di abitazione in affitto, sull'inquilino. Il responsabile è tenuto a conservare il libretto dell'impianto e il suo certificato di conformità che devono essere sempre aggiornati e in regola. Una verifica non andata a buon fine e l'assenza della documentazione richiesta dalle normative di legge - potrebbero costarci caro. Si parla infatti di una multa che va da 500 fino a un massimo di 3.000 euro.

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Trituratore wc: come funziona e a cosa serve - Climamarket
28/09/21

Trituratore wc: come funziona e a cosa serve

Trituratore per wc: scopri sul blog di Climamarket come funziona, a cosa serve, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo piccolo impianto. Β  Come funziona il trituratore per wc Un piccolo bagno di servizio puΓ² rappresentare per molti un valore aggiunto alla propria abitazione. Non tutti perΓ² sono disposti a investire un ingente capitale - e una buona fetta di tempo - per crearne uno a regola d'arte. Non Γ¨ infatti un mistero che non sia poi facilissimo e neppure troppo economico imbarcarsi in complessi lavori di muratura per permettere alle tubature fognare di arrivare fino all'ambiente che ci interessa. Fortunatamente quello dell'arredo bagno Γ¨ un settore in continua evoluzione, e che ha pensato anche a questa particolare esigenza, rispondendo con un'idea innovativa e molto pratica. Ci riferiamo al cosiddetto trituratore wc, in grado di risolvere il problema di avere la rete fognaria lontana dalla stanza in cui vogliamo inserire un water o creare ad esempio uno scarico per doccia o lavabo. Di fatto, si tratta di un oggetto indispensabile quando si vuole posizionare una tazza in un punto dove l'ubicazione della colonna di scarico non Γ¨ favorevole, vale a dire quando si vuole fare un bagno senza scarico poichΓ© non presente nella zona. Trituratore per wc: a cosa serve Un trituratore wc, spesso chiamato anche maceratore per wc, Γ¨ un dispositivo in grado di macerare le feci e la carta igienica che finiscono inevitabilmente nel gabinetto. Questo oggetto Γ¨ l'ideale per ridurre facilmente in poltiglia e riuscire ad espellere tali sostanze, evitando che i tubi si vadano ad intasare. Il sistema Γ¨ particolarmente indicato nei piccoli tubi o nei sistemi che si intasano facilmente, come possono essere ad esempio le fosse biologiche e i pozzetti. Il tutto nell'ottica di un bagno senza scarico: tradizionalmente la tazza deve essere ubicata nelle vicinanze della colonna di scarico e possibilmente con una buona pendenza per permettere alla forza di gravitΓ  di far convogliare i rifiuti dove devono; in caso contrario, la soluzione Γ¨ rappresentata proprio dal trituratore per il wc. Attualmente in commercio esistono due diversi tipi di trituratore sanitario, naturalmente entrambi non indicati per i rifiuti solidi ed ingombranti - che potrebbero danneggiare il dispositivo: trituratore incorporato, che con un costo contenuto si adatta perfettamente a un wc classico preesistente. Di solito viene installato dietro o accanto alla tazza del gabinetto, e per funzionare va collegato ad una presa di corrente; maceratore integrato nella vaschetta del wc, leggermente piΓΉ onerosa ma del tutto indipendente. Il meccanismo dello scarico viene di conseguenza sostituito da un'elettrovalvola, per una soluzione decisamente piΓΉ discreta e del tutto invisibile. Come funziona il trituratore per wc Come il nome suggerisce, un trituratore wc consente di smaltire facilmente i rifiuti gettati nella tazza. All'atto pratico, il dispositivo Γ¨ caratterizzato da un serbatoio che al suo interno presenta una lama, che riduce in poltiglia i rifiuti evitando che i tubi possano in qualche modo intasarsi. Il trituratore viene attivato premendo un apposito bottone, molto simile a quello che dΓ  inizio al ciclo di scarico tradizionale. In quel preciso istante - o quando si raggiunge la massima capacitΓ  di carico -, il macchinario va a spostare meccanicamente tutto il contenuto della tazza verso la conduttura dove tutto viene triturato, per pomparlo poi verso le tubazioni. Non solo, il ritorno di cattivi odori viene scongiurato grazie al riempimento immediato e totale dell'acqua attraverso una valvola elettronica, per un sistema che funziona anche per tubature il cui diametro si aggira attorno ai 32 millimetri - rispetto ai 90 di uno scarico tradizionale. Per il corretto funzionamento del trituratore, sono allora indispensabili una presa elettrica, un'alimentazione idrica e un collegamento di scarico. Vantaggi e svantaggi di un trituratore wc Un trituratore wc si fa indispensabile in situazioni a rischio di otturazione, permettendo una grande libertΓ  progettuale sotto il punto di vista edile-idraulico, al fine di creare un secondo bagno o un bagno principale in ambienti in cui non era originariamente previsto. Il piΓΉ grande vantaggio di questi dispositivi Γ¨ che possono essere installati praticamente ovunque nella casa e, nel caso di un trituratore per wc indipendente, hanno anche una natura portatile per essere spostati in un altro WC o nei pressi della lavastoviglie, del lavandino o di altri servizi. Tuttavia, un problema reale Γ¨ quello rappresentato dal rumore durante il suo funzionamento. In piΓΉ, considerando che il trituratore per wc Γ¨ elettrico, capirete da soli che, se manca la corrente, il gabinetto non puΓ² essere utilizzato. Per questo motivo Γ¨ buona norma installarlo nell'eventuale bagno di servizio e non in quello principale.

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