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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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Funzione dry condizionatore: utilizzo e vantaggi - Climamarket
16/05/23

Funzione dry condizionatore: utilizzo e vantaggi

La funzione dry del condizionatore contribuisce al benessere termico in casa. Ecco tutti i dettagli sul blog di Climamarket. Gli impianti di climatizzazione più moderni presentano tante e utili funzionalità, che contribuiscono a rendere l'aria in casa sempre fresca, pulita e salutare. Tra queste è impossibile non menzionare la funzione dry del condizionatore, che viene utilizzata per eliminare l'eccessiva umidità dell'aria indoor. Un livello di umidità troppo elevato contribuisce infatti ad aumentare il caldo percepito, e soprattutto può causare danni più o meno gravi al nostro organismo. Proprio per questo dovremmo sapere come utilizzare la funzione deumidificatore del nostro climatizzatore nel modo corretto, così da garantire a noi e alla nostra famiglia il massimo del benessere termico tra le mura domestiche. In questa Climamarket vedremo quindi tutte le caratteristiche della modalità dry e quali sono i vantaggi ad essa associati, evidenziando soprattutto i benefici in termini di efficienza e di riduzione dei consumi energetici. Cos'è e a cosa serve la funzione dry del condizionatore In inglese, "dry" significa secco. E proprio questo è il suo scopo: eliminare l'umidità in eccesso dall'aria. Un clima troppo umido, infatti, non solo rende l'afa più fastidiosa, ma può anche causare problemi di salute e favorire la formazione di muffa. La funzione dry del condizionatore è dunque pensata per abbassare il tasso di umidità presente nell'aria delle nostre case, e allo stesso tempo per renderla più fresca e pulita. Tra le tante modalità di un condizionatore, la deumidificazione riesce ad estrarre l'umidità concentrata nell'aria indoor tramite un funzionamento basato sul processo di condensa. In parole semplici, il condizionatore abbassa leggermente la temperatura della stanza, causando la condensa del vapore acqueo presente nell'aria. L'acqua raccolta viene poi drenata all'esterno, mentre l'aria, privata dell'umidità in eccesso, viene reimmessa nell'ambiente. Il risultato è un clima più fresco e asciutto, decisamente più piacevole da vivere, soprattutto durante le giornate più torride. Quando utilizzare la modalità dry del condizionatore La funzione dry è particolarmente utile in giornate afose e umide, quando il tasso di umidità nell'aria è elevato. In queste condizioni, anche se la temperatura non è molto alta, la sensazione di caldo può essere fastidiosa. La deumidificazione dell'aria permette di abbassare la sensazione di caldo percepita, anche senza dover impostare il condizionatore a temperature troppo basse, con un conseguente risparmio energetico. In alternativa alla cosiddetta funzione sleep, pensata appositamente per dormire freschi e tranquilli, è sempre consigliabile impostare l'impianto di climatizzazione in modalità deumidificatore anche di notte. Proprio di notte, infatti, la concentrazione di umidità registrata è più elevata. Non solo, un condizionatore in modalità dry concilia il sonno e permette di dormire evitando il flusso di aria fredda troppo intenso della classica funzione di raffreddamento, che al risveglio potrebbe causare dolori o addirittura invalidanti contratture muscolari. Tutti i vantaggi della funzione dry L'aria condizionata con funzione dry integrata è un vero toccasana per la nostra casa e per il nostro benessere psicofisico. Tanti sono infatti i vantaggi associati all'utilizzo della deumidificazione, sia in termini di comfort generale che in quelli di efficienza energetica e salubrità degli ambienti domestici. Oltre a migliorare il comfort abitativo e il risparmio energetico, la funzione dry del condizionatore offre numerosi altri vantaggi: Previene la formazione di muffa e condensa: l'umidità eccessiva favorisce la proliferazione di muffe e batteri, con il rischio di allergie e problemi respiratori. La deumidificazione aiuta a mantenere un ambiente più sano e salubre. Migliora la qualità del sonno: un clima eccessivamente umido può disturbare il sonno. La funzione dry aiuta a creare un microclima ideale per un sonno ristoratore. Protegge i mobili e i tessuti: l'umidità può danneggiare mobili in legno, libri e opere d'arte. La deumidificazione aiuta a preservare gli oggetti in casa. Più nello specifico, ridurre l'umidità presente nell'aria permette di ridurre anche la percezione di caldo in estate, e in inverno rende il freddo maggiormente sopportabile. Contemporaneamente l'aria indoor sarà molto più salubre, perché un ambiente con umidità eccessiva è quello ideale per la proliferazione di muffe, germi, allergeni e batteri, notoriamente dannosi per la nostra salute - e soprattutto per quella dei bambini, dei soggetti allergici o di quelli immunodepressi. Come impostare il condizionatore a deumidificatore La funzione dry del condizionatore può essere attivata in modo molto semplice e intuitivo. La maggior parte dei modelli selezionati per il catalogo di Climamarket presentano l'apposito tasto DRY sul telecomando del macchinario, riconoscibile dal simbolo di una goccia d'acqua. Alternativamente, l'attivazione può avvenire premendo il tasto MODE e selezionando l'opzione DRY - o l'icona con la goccia d'acqua visibile sul display del telecomando del condizionatore. Per un clima ottimale in casa, infine, gli esperti consigliano di impostare il tasso di umidità tra il 40 e il 60%, in base alla stagione dell'anno. Come regola generale, il livello di umidità in un ambiente andrebbe progressivamente abbassato all'aumentare della temperatura. Quanto consuma un condizionatore in modalità dry? Come già accennato, il consumo energetico in modalità dry è inferiore rispetto al raffreddamento tradizionale. In media, un condizionatore in modalità dry consuma circa il 30% in meno rispetto al funzionamento a massima potenza. Assieme alla scelta del miglior condizionatore a risparmio energetico, questa funzione permette quindi di risparmiare sui costi in bolletta e ridurre l'impatto ambientale. La funzione dry del condizionatore è, in definitiva, una risorsa preziosa per migliorare il comfort, la salute e il benessere durante l'estate. Utilizzarla in modo consapevole permette di risparmiare energia e di creare un clima interno più sano e piacevole.

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Consigli utili per regolare il condizionatore in estate - Climamarket
04/05/23

Consigli utili per regolare il condizionatore in estate

A quanti gradi si mette il condizionatore in estate? Scopri le indicazioni degli esperti Climamarket, assieme a qualche utile consiglio per risparmiare in bolletta.   L’estate porta con sé giornate calde e afose, e il condizionatore diventa un alleato indispensabile per mantenere un ambiente fresco e confortevole. Il corretto utilizzo di un impianto di climatizzazione è però importante quanto l'acquisto di un apparecchio ad alta efficienza energetica e dotato delle tecnologie più all'avanguardia. L'obiettivo è infatti quello di ricreare una situazione termica ideale tra le mura domestiche, che vada a regalare il giusto equilibrio tra la temperatura, il tasso di umidità e il grado di ventilazione. Impostare nel modo giusto la temperatura del condizionatore in estate permette di non patire l'afa, ma anche di non stressare il nostro organismo con pericolosi sbalzi di gradazione tra l'interno e l'esterno. In questo approfondimento, assieme ai professionisti Climamarket, andremo proprio a vedere a quanti gradi mettere il condizionatore in estate; non solo, ci sarà spazio per qualche utile consiglio per utilizzare al meglio il nostro impianto, evitando così inutili sprechi e massimizzando il risparmio sulla bolletta della luce. Temperatura ideale dell'aria condizionata: perché è importante Impostare la temperatura giusta del condizionatore non è solo una questione di comfort, ma ha ripercussioni anche sulla nostra salute e sul portafoglio. Sbalzi termici eccessivi possono infatti causare mal di testa, raffreddori e altri disturbi. Inoltre, un utilizzo eccessivo del condizionatore comporta un aumento dei consumi energetici e, di conseguenza, delle bollette. A quanti gradi impostare il condizionatore in estate? La domanda che tutti si pongono. Ma non esiste una risposta unica, in quanto la temperatura ideale varia a seconda di diversi fattori come: Temperatura esterna: Più fa caldo fuori, più potremo alzare leggermente la temperatura interna. Umidità: L'umidità influisce sulla percezione della temperatura. Con un'umidità alta, anche una temperatura moderata può sembrare più calda. Attività svolte: Se siamo impegnati in attività fisiche, potremmo preferire una temperatura leggermente più bassa. Caratteristiche dell'ambiente: L'isolamento termico della casa, la presenza di fonti di calore e la posizione dei locali influenzano la temperatura interna. La temperatura ideale in estate Secondo gli esperti, la temperatura interna non dovrebbe mai essere più bassa di 5 o 6 gradi rispetto a quella registrata all'esterno. Come già detto, ciò evita di sottoporsi a sbalzi termici importanti, che potrebbero danneggiare la nostra salute, ma anche di consumare più energia elettrica di quanto sia effettivamente necessario. Di conseguenza, all'atto pratico il consiglio è quello di impostare la temperatura del condizionatore in estate tra i 22 e i 24 gradi, l'ideale per raffrescare tutti gli ambienti domestici. In ogni caso, i condizionatori più moderni come quelli disponibili nel catalogo online di Climamarket sfruttano la tecnologia inverter, decisamente migliore rispetto a quella dei modelli tradizionali on/off. Si tratta di soluzioni modulabili per la climatizzazione residenziale dalle performance elevate e i bassi consumi, e capaci in autonomia di mantenere costante la temperatura desiderata senza continui riavvi del dispositivo. Un esempio concreto Immaginiamo che fuori ci siano 30 gradi. In questo caso, impostare il condizionatore a 25 gradi potrebbe essere una buona scelta. Una temperatura più bassa potrebbe farci sentire più freschi all'inizio, ma a lungo andare potrebbe causare sbalzi termici e farci consumare più energia. Come impostare il condizionatore in estate per risparmiare? Per chi è attento al benessere termico in casa e allo stesso tempo ai consumi e all'impatto ambientale, non è sufficiente sapere a quanti gradi mettere il condizionatore in estate. In questo senso, può essere utile seguire alcuni specifici accorgimenti per andare ad utilizzare il nostro impianto in maniera davvero smart, con il fine di rinfrescare ogni angolo della casa in modo ottimale, di risparmiare in bolletta e contemporaneamente salvaguardare l'ambiente e le esigenze di comfort termico. Più in particolare, oltre ad una già citata preferenza per la tecnologia inverter, si tratta di consigli ben precisi e di abitudini facilmente eseguibili nel nostro quotidiano: Classe energetica del condizionatore: Il primo consiglio non può che essere quello di acquistare un apparecchio (mono, dual o multisplit) dalla classe energetica elevata, preferendo quelli di classe energetica A o superiore che riducono le emissioni di CO2 e abbattono i consumi fino al 40%. Posizione del condizionatore: Un altro aspetto da considerare per utilizzare in modo intelligente il condizionatore è la sua posizione; questo andrebbe sempre posto nella parte superiore del locale, così da facilitare l'incontro tra il flusso d'aria fredda e quella più calda. In più, cerchiamo di posizionare sempre uno split per ogni stanza. Funzione dry, timer e notturna: Quando andiamo a impostare la giusta temperatura del condizionatore in estate ricordiamoci anche di sfruttare la funzione di deumidificazione per contrastare l'umidità eccessiva, che può farci percepire più caldo di quello effettivo; non solo, il timer e la funzione notturna ci permetteranno di ridurre il tempo di utilizzo della macchina e di risparmiare energia. Check-up energetico: Allo stesso modo, eseguiamo un check-up energetico della nostra casa, andando a valutare l'isolamento termico di pareti e infissi e l'efficienza dell'impianto di climatizzazione. Ciò sarà utile per rendersi conto di quali interventi mettere in atto per migliorare l'efficienza energetica dell'abitazione. Corretta manutenzione: Infine, non dimentichiamo mai la periodica manutenzione dell'impianto, che riguarda i filtri, le ventole e il circuito destinato al gas refrigerante. Tutte insieme, queste pratiche regalano il massimo del benessere tra le mura domestiche anche quando il caldo all'esterno si fa insopportabile, e permettono di non pesare troppo sul bilancio familiare. I migliori orari in cui accendere il climatizzatore Per ottimizzare l’uso del condizionatore e risparmiare energia, è consigliabile accenderlo durante le ore più calde della giornata, generalmente tra le 12:00 e le 16:00. Durante la notte, è possibile impostare il condizionatore su una temperatura leggermente più alta o utilizzare la funzione di timer per spegnerlo automaticamente dopo alcune ore. In questo modo, si può mantenere un ambiente fresco senza sprechi energetici.  

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Deumidificatore e condizionatore: consumi a confronto - Climamarket
28/04/23

Deumidificatore e condizionatore: consumi a confronto

Consuma più il deumidificatore o il condizionatore? Gli esperti Climamarket rispondono.   Sia in estate che in inverno, i condizionatori moderni sono tra gli apparecchi più utilizzati in ambito domestico per assicurarsi comfort e benessere. Sono tipicamente la soluzione migliore per raffrescare gli ambienti d'estate e, se dotati di pompa di calore, riescono a contrastare anche i primi freddi. Nonostante la maggior parte dei modelli siano dotati anche di una funzione di deumidificazione, non sempre riescono a porre rimedio all'eccessiva presenza di umidità. Non a caso i deumidificatori sono sempre più richiesti dai clienti: si tratta di piccoli elettrodomestici incaricarti proprio di abbassare il livello di vapore acqueo nell'aria indoor, rendendola più salubre, pulita e asciutta. In questo approfondimento di Climamarket vedremo quindi caratteristiche e funzioni specifiche dei due sistemi, così da capire se consuma più il deumidificatore o il condizionatore e quale scegliere per risparmiare in bolletta. Qual è la differenza tra deumidificatore e condizionatore? Prima ancora di comprendere se consuma di più il deumidificatore o il condizionatore, è importante fissare le caratteristiche e le funzioni di entrambi gli apparecchi. Un deumidificatore è progettato per regolare il tasso di umidità nell'ambiente interno, riportandolo a livelli accettabili - e quindi al di sotto del 40%. Questo permette di godere di aria più respirabile e di una temperatura più piacevole: in estate, la percezione del calore sarà minore senza di fatto abbassare la temperatura; durante i mesi invernali, invece, il deumidificatore contribuirà ad alleviare la percezione di freddo contrastando la formazione di condensa. Se però il caldo si fa troppo intenso, solo un condizionatore sarà davvero efficace. I moderni condizionatori dotati di tecnologia inverter raggiungono in pochi minuti la temperatura desiderata, e sono in grado di mantenerla costante in autonomia grazie alle loro funzioni smart. La loro funzione principale è quindi quella di raffrescare i locali, e in alcuni casi di riscaldarli, contribuendo anche alla salubrità dell'aria tramite appositi filtri di ultima generazione. A questo punto, è chiaro che la differenza fondamentale tra i due apparecchi vada a risiedere nella loro funzione primaria. Il deumidificatore è progettato specificamente per estrarre l'umidità dall'aria, mentre il condizionatore è utilizzato per raffreddare l'aria. Tuttavia, come abbiamo visto, molti condizionatori moderni sono dotati di una funzione deumidificatore integrata. Cosa consuma meno: deumidificatore o condizionatore? La risposta non è sempre univoca e dipende da diversi fattori, come la dimensione dell'ambiente, l'umidità relativa e la temperatura esterna. In generale, il deumidificatore tende a consumare meno energia rispetto al condizionatore, soprattutto se utilizzato per brevi periodi o in ambienti di piccole dimensioni. Questo perché la sua funzione principale è quella di estrarre l'umidità dall'aria, un processo che richiede meno energia rispetto al raffreddamento dell'aria. Funzione deumidificatore del condizionatore: come funziona? Molti condizionatori moderni, tra le tante feature disponibili, sono dotati di una funzione deumidificatore. Ma cosa cambia se si mette il condizionatore in modo deumidificatore? In questa modalità, il condizionatore funziona in modo simile a un deumidificatore, estraendo l'umidità dall'aria senza necessariamente raffreddarla in modo significativo. Questo può essere utile in ambienti particolarmente umidi, dove l'umidità eccessiva può favorire la formazione di muffe e acari. Quando usare il condizionatore in modalità deumidificatore? Quando mettere il climatizzatore a deumidificatore? La modalità deumidificatore del condizionatore è particolarmente indicata nei seguenti casi: Atmosfera umida e afosa: In questi casi, l'umidità elevata può far percepire una temperatura più alta del reale. Attivando la funzione deumidificatore, si riduce l'umidità relativa, creando una sensazione di maggiore freschezza. Prevenzione della formazione di muffe: L'umidità eccessiva favorisce la proliferazione di muffe e acari. Utilizzando il condizionatore in modalità deumidificatore, si può contribuire a mantenere un ambiente più sano e igienico. Quanto consuma un condizionatore in funzione deumidificatore? Il consumo energetico di un condizionatore in modalità deumidificatore varia a seconda del modello e delle dimensioni dell'ambiente. In generale, il consumo è inferiore rispetto alla modalità di raffreddamento, ma è comunque importante considerare la classe energetica dell'apparecchio. Meglio deumidificatore o condizionatore di notte? La scelta tra deumidificatore e condizionatore di notte dipende dalle tue esigenze e preferenze. Se l'obiettivo è semplicemente ridurre l'umidità, un deumidificatore può essere sufficiente. Se invece desideri anche abbassare la temperatura, il condizionatore in modalità deumidificatore può essere una buona soluzione. Tuttavia, è importante ricordare che un ambiente troppo secco può irritare le vie respiratorie, quindi è consigliabile mantenere un livello di umidità relativa compreso tra il 40% e il 60%. Deumidificatore o condizionatore: quale scegliere? Come abbiamo già detto, in generale, il condizionatore consuma più energia rispetto al deumidificatore, anche se di classe energetica elevata ed equipaggiato con tecnologia inverter. Tuttavia, il consumo energetico dipende da diversi fattori, come la potenza dell'apparecchio, la dimensione dell'ambiente e la temperatura esterna. Non solo, utilizzare un condizionatore con la giusta cura più migliorarne le performance, evitare malfunzionamenti e aiutare a consumare sensibilmente meno, contenendo i costi energetici. Tra i consigli più utili, come già accennato, vi è l'acquisto di un climatizzatore a risparmio energetico di classe superiore, così come l'accortezza di non superare mai i 4 o 5 gradi di raffreddamento rispetto alla temperatura esterna; allo stesso modo, è meglio utilizzare l'apparecchio solo in modalità deumidificazione quando il tasso di umidità registrato è eccessivamente elevato, e mantenere sempre puliti i filtri e le griglie con una manutenzione periodica dell'impianto.

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