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Hai dubbi su come scegliere, installare o mantenere in efficienza il tuo impianto termoidraulico? In questa sezione trovi guide pratiche e approfondimenti utili per orientarti nel mondo della climatizzazione e del riscaldamento. Dai bonus fiscali agli incentivi statali, dalle normative alle istruzioni per l’uso, ogni articolo ti accompagna passo dopo passo con consigli chiari, linguaggio semplice e contenuti sempre aggiornati.

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La guida completa al lavaggio dell'impianto di riscaldamento - Climamarket
24/01/23

La guida completa al lavaggio dell'impianto di riscaldamento

Quando occorre fare il lavaggio dell’impianto di riscaldamento e quali vantaggi offre? Ecco i consigli degli esperti Climamarket.   Hai mai notato che i tuoi termosifoni faticano a scaldare come un tempo? O che la tua bolletta del riscaldamento è aumentata inspiegabilmente? Potrebbe essere il momento di prendere in considerazione un lavaggio dell'impianto di riscaldamento. Questa operazione, spesso sottovalutata, è fondamentale per mantenere l'efficienza e la durata del tuo sistema di riscaldamento. Questo processo consiste nella pulizia interna dei tubi, dei radiatori e degli altri componenti dell'impianto per rimuovere i depositi di fango, calcare e altre impurità. Vediamo, attraverso questa guida completa di Climamarket, come e quando fare il lavaggio dell'impianto di riscaldamento. Come si effettua il lavaggio di un impianto di riscaldamento? Il lavaggio dell'impianto di riscaldamento consiste nella rimozione di incrostazioni, ruggine e detriti che si accumulano nel tempo all'interno delle tubazioni e dei radiatori. Questo accumulo compromette la circolazione dell'acqua calda, riducendo l'efficienza del riscaldamento e aumentando i consumi energetici. Il lavaggio dell'impianto di riscaldamento può essere effettuato con diverse tecniche, a seconda del tipo di impianto e del grado di sporco presente. Le tecniche più comuni includono il lavaggio chimico e il lavaggio con acqua a pressione. Se ad esempio volessimo lavare il nostro impianto con un lavaggio chimico, il processo prevedrebbe: Svuotamento dell'impianto: tutta l'acqua viene scaricata. Introduzione del prodotto chimico: viene inserito un prodotto specifico per sciogliere le incrostazioni. Circolazione forzata: una pompa fa circolare il prodotto all'interno dell'impianto. Risciacquo: l'impianto viene risciacquato abbondantemente con acqua pulita. Riempimento: l'impianto viene riempito con acqua nuova e un inibitore di corrosione. Come lavare l'impianto di riscaldamento a pavimento? Il lavaggio di un impianto a pavimento richiede un'attenzione particolare, in quanto le tubazioni sono incassate nel pavimento. È un'operazione più complessa e delicata, che va affidata a tecnici specializzati. Il processo prevede generalmente l'iniezione di una soluzione chimica attraverso i tubi per sciogliere i depositi e la successiva rimozione tramite risciacquo con acqua pulita. Quanto costa fare un lavaggio di un impianto di riscaldamento? Il costo del lavaggio varia in base a diversi fattori, come la dimensione dell'impianto, il tipo di prodotto utilizzato e la complessità dell'intervento. In generale, è un investimento che si ammortizza nel tempo grazie al risparmio energetico e alla maggiore durata dell'impianto. In media, il costo si aggira tra i 300 e i 600 euro per un'abitazione di dimensioni medie. È sempre consigliabile richiedere più preventivi da diversi professionisti per ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo. Lavaggio dell’impianto di riscaldamento: quando farlo Il lavaggio dell'impianto di riscaldamento dovrebbe essere eseguito periodicamente per mantenere l'efficienza del sistema. È consigliato effettuare il lavaggio ogni 5-7 anni, ma questo intervallo può variare a seconda dell'uso dell'impianto e delle condizioni dell'acqua. Inoltre, se noti una riduzione dell'efficienza o problemi di riscaldamento, potrebbe essere il momento di considerare un lavaggio. Lavaggio dell'impianto fai da te: è possibile? Sebbene il lavaggio dell'impianto possa sembrare un'operazione fattibile per un appassionato di fai da te, è generalmente consigliato affidarsi a professionisti. Questo perché il processo richiede competenze specifiche e attrezzature professionali per garantire una pulizia efficace e sicura. Tentare un lavaggio fai da te senza le giuste competenze può portare a danni all'impianto e a costi di riparazione elevati. Pulizia dell’impianto di riscaldamento: vantaggi I vantaggi del lavaggio dell'impianto sono numerosi: Miglioramento dell'efficienza: rimuovere i depositi di fango e calcare migliora la circolazione dell'acqua e l'efficienza termica. Prolungamento della vita dell'impianto: una pulizia regolare riduce l'usura e previene i danni ai componenti. Risparmio energetico: un impianto pulito consuma meno energia per mantenere la temperatura desiderata, riducendo i costi delle bollette. Migliore qualità dell'aria:verranno rimosse polveri e batteri presenti nell'impianto. Lavaggio dell’impianto di riscaldamento: rischi Se eseguito in modo non corretto, il lavaggio dell'impianto può comportare dei rischi, come: Danni all'impianto: le tubazioni potrebbero rompersi o le guarnizioni potrebbero usurarsi. Perdite d'acqua: potrebbero verificarsi allagamenti. Riduzione dell'efficienza: se il lavaggio non venisse eseguito correttamente, potrebbero rimanere delle incrostazioni. Lavaggio dei termosifoni: costo Il lavaggio dei termosifoni può essere eseguito separatamente o come parte del lavaggio completo dell'impianto. Il costo per lavare i termosifoni varia in base al numero di unità e alla tecnica utilizzata, ma in media può oscillare tra i 50 e i 100 euro per termosifone. Cosa succede se non pulisco i termosifoni? Se i termosifoni non vengono puliti regolarmente, possono accumulare depositi di fango e calcare che riducono l'efficienza del riscaldamento. Questo può portare a consumi energetici più elevati e a una minore distribuzione del calore. Allo stesso modo, la mancata pulizia dei radiatori potrebbe causare la rottura delle tubazioni. Come lavare i termosifoni internamente? Lavare i termosifoni internamente richiede lo smontaggio delle unità e l'inserimento di una soluzione chimica pulente che scioglie i depositi. Successivamente, i termosifoni vengono risciacquati con acqua pulita per rimuovere i residui. Non è possibile lavare i termosifoni internamente in modo fai da te. L'unica soluzione è effettuare un lavaggio completo dell'impianto. Cosa succede se non si toglie l'acqua dai termosifoni? Se l'acqua non viene rimossa dai termosifoni durante il lavaggio, i depositi non verranno completamente eliminati, compromettendo l'efficacia della pulizia. Inoltre, l'acqua stagnante può favorire la formazione di ulteriori depositi e la corrosione dei materiali. In conclusione, il lavaggio dell'impianto di riscaldamento è un'operazione essenziale per mantenere l'efficienza del sistema e prolungarne la durata. Effettuare questa manutenzione periodicamente e affidarsi a professionisti qualificati può aiutare a risparmiare sui costi energetici e a garantire un riscaldamento efficace e sicuro.

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Ecco cosa fare se la pressione della caldaia è alta - Climamarket
17/01/23

Ecco cosa fare se la pressione della caldaia è alta

Cosa provoca l’aumento della pressione della caldaia? Quando è opportuno abbassarla? Ecco i consigli degli esperti Climamarket per evitare malfunzionamenti e guasti. La pressione della caldaia alta non consente alla calda di funzionare correttamente, col rischio anche di causare il blocco dell’intero impianto di riscaldamento. La giusta pressione dell’acqua, infatti, è uno degli elementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’apparecchio. Una pressione troppo bassa oppure troppo alta può provocare danni anche seri. La caldaia è dotata di un sistema che impedisce alla pressione troppo alta di causare gravi malfunzionamenti. Perciò, se si vede una perdita di acqua dalla valvola di sfogo, è il segnale che indica una pressione troppo alta. Una caldaia, per funzionare al meglio, deve avere una pressione compresa fra 1 e 1,5 bar quando non è in funzione. Mentre, quando invece è attiva, la pressione può raggiungere al massimo i 2 bar. Tali valori assicurano la corretta distribuzione dell’acqua calda all’interno dell’impianto di riscaldamento. In questa guida, attraverso i consigli degli esperti di Climamarket, ci occuperemo proprio dell’eccessivo aumento di pressione della caldaia e di come intervenire in modo adeguato. Ecco, dunque, cosa fare se la pressione della caldaia è alta.   Caldaia pressione alta: principali cause Le cause che determinano nella caldaia la pressione alta sono principalmente due: Sgonfiamento del vaso di espansione Il vaso di espansione è una camera d’aria che si trova all’interno di un contenitore metallico, posizionato sul retro della caldaia. Questo vaso è collegato all’impianto e assorbe l’aumento di volume dell’acqua dando stabilità al funzionamento e all’apporto di acqua trasportata dalla caldaia. Se il vaso di espansione è sgonfio, significa che al suo interno c’è più aria che acqua e occorre ristabilire la pressione corretta. Nel caso in cui il vaso continua a sgonfiarsi, significa che è bucato e occorre sostituirlo. Cattiva circolazione dell’acqua nell’impianto di riscaldamento Se i radiatori non vengono correttamente aperti, controllati e sfiatati, la pressione della caldaia può aumentare, perché c’è qualcosa che impedisce il passaggio dell’acqua nell’impianto, come ad esempio l’aria. Occorre, quindi, sfiatare i termosifoni. Per individuare un termosifone pieno d’aria, basta sentire se tutto o in parte rimane fretto, nonostante la caldaia sia accesa. Questo indica che si è formata dell’aria al suo interno, impedendo il passaggio dell’acqua calda.   Pressione alta della caldaia: segnali Ci sono dei segnali che possono indicare la pressione alta della caldaia. Se, quando si accendono i termosifoni, la caldaia apre automaticamente una valvola per far uscire l’acqua in eccesso, significa che la pressione supera i 3 bar. Pertanto, è possibile notare delle perdite di acqua della caldaia. Quando la pressione della caldaia supera i 2 bar, invece, si possono avere delle perdite anche dalle valvole dei termosifoni.   Cosa fare se la pressione della caldaia è alta Vediamo ora cosa fare se la pressione della caldaia è alta, in modo da ripristinare il corretto funzionamento dell’apparecchio. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice che può essere fatta in autonomia, senza chiamare un tecnico. Ecco come procede: Dotarsi di un piccolo secchio e di uno straccio per evitare di bagnare il pavimento; Aprire la valvola dei termosifoni per far uscire l’aria; Attendere che dalla valvola esca solo acqua; Controllare il barometro, per verificare che la pressione sia tornata sui valori giusti. In caso contrario, bisogna agire sulla leva per regolare la pressione fino a portarla a 1,5 bar.   Pressione della caldaia troppo alta: come evitarla La pressione è un parametro molto importante per il buon funzionamento della caldaia, ma anche per la sicurezza di chi vive nell’immobile. Quindi, va controllata periodicamente, per evitare che la pressione della caldaia sia troppo alta o troppo bassa. Si tratta di un controllo molto semplice, in quanto basta verificare il valore indicato dal barometro, che si trova all’interno del display con i comandi della caldaia. In caso di problemi, si può sempre fare affidamento sul libretto della caldaia che può fornire tutte le informazioni che riguardano l’apparecchio. Seguendo i consigli contenuti in questo articolo è possibile evitare problemi, come la pressione della caldaia alta.

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Vantaggi e funzionamento delle caldaie murali - Climamarket
10/01/23

Vantaggi e funzionamento delle caldaie murali

Perché scegliere una caldaia murale e come installarla? Sul blog di Climamarket trovi tutte le informazioni che servono sulle caldaie murali.   Studiate e progettate per essere istallate in piccoli spazi o all'esterno delle abitazioni, le caldaie murali sono particolarmente indicate per chi vive in appartamento o comunque ha poco spazio in casa. Oltre ad essere compatte, queste caldaie sono anche convenienti e assicurano un riscaldamento con consumi contenuti e la produzione di acqua calda in tempi rapidi. In questo articolo, grazie agli esperti di Climamarket, vedremo vantaggi e funzionamento delle caldaie murali.   Come funziona una caldaia murale a gas Iniziamo parlando di come funziona una caldaia murale a gas. Il funzionamento di questa tipologia di caldaia è uguale a quello di una caldaia tradizionale che produce acqua sanitaria e per il riscaldamento. Le caldaie murali vengono installate a parete, invece che a terra, e possono essere posizionate sia all’interno che all’esterno dell’abitazione. Queste caldaie si contraddistinguono per la facilità di utilizzo. Esistono diverse tipologie di caldaie murali: Caldaie murali a camera aperta Le caldaie murali a camera aperta utilizzano una parte dell’aria contenuta nella stanza che le ospita per avviare il processo di combustione. Pertanto, possono essere installate solamente in ambienti che offrono la possibilità di mettere un camino per far uscire i fumi prodotti e delle prese d’aria per mantenere il locale sempre ben aerato. Caldaie murali a camera stagna Le caldaie murali a camera stagna, invece, prelevano l’aria necessaria ad avviare la combustione dall’esterno. Per questo sono adatte ad essere posizionate anche in ambienti di piccole dimensioni. Caldaie murali a condensazione Le caldaie murali a condensazione sono più efficienti rispetto alle altre tipologie di caldaie, perché riescono a recuperare la maggior parte del calore contenuto nei fumi di scarico. Quindi, queste caldaie consumano meno gas, consentendo un risparmiare sulla bolletta, e sono anche più ecologiche.   Caldaia muraria: vantaggi La caldaia muraria è un tipo di caldaia molto apprezzata perché è in grado di offrire diversi vantaggi. In primis quello di poter essere installata in spazi non particolarmente ampi, come i condomini oppure gli appartamenti o comunque in ambienti dove è necessario contenere gli ingombri. Inoltre, le caldaie a muro hanno il vantaggio di poter essere installate sia all’interno delle abitazioni che all’esterno, e possono essere sia incassate nel muro che rimanere a vista. Un altro aspetto da non sottovalutare di questa tipologia di caldaie è il fatto di non avere costi particolarmente elevati, sia per quanto l’acquisto sia per l’installazione.   Caldaia murale: costo Ora parliamo del costo che può avere una caldaia murale, i cui prezzi possono variare a seconda del modello e delle prestazioni. Le caldaie meno costose, ovvero quelle a camera aperta o a camera stagna, hanno dei prezzi che partono dai 400 euro per i modelli base e possono arrivare ad oltre 1500 euro per i modelli più efficienti. Il discorso cambia per le caldaie murali a condensazione, che partono da prezzi che si aggirano attorno ai 500 euro per i modelli più economici, ma possono arrivare anche a 3000 euro per i modelli migliori. Tuttavia, oggi ci sono una serie di agevolazioni per chi acquista una caldaia nuova su Climamarket, come l'incentivo Conto Termico 3.0. Questo significa che, in caso di sostituzione del vecchio impianto, sarà possibile usufruire delle detrazioni previste, senza però attendere i lunghi tempi burocratici della normativa. Inoltre, può usufruire dello sconto in fattura anche chi sceglie di acquistare una nuova caldaia a muro tramite il pagamento a rate con Findomestic.   Caldaia a muro: come sceglierla Infine, vediamo quali sono gli aspetti da valutare per scegliere la caldaia a muro perfetta per le proprie esigenze. Innanzitutto, occorre considerare la potenza, che deve essere calcolata in base alle dimensioni della propria abitazione. Quindi, bisogna valutare anche la quantità di acqua che la caldaia è in grado di riscaldare, a seconda del proprio fabbisogno e al fatto che serva o meno anche per la produzione di acqua sanitaria. Per scegliere una delle caldaie murali migliori, basta confrontare i diversi modelli disponibili su Climamarket e acquistare quella più adatta alle proprie necessità.

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